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di Luigi D'Amato

"Dipingere è il mestiere di un cieco. Egli non dipinge ciò che vede, ma ciò che pensa, cosa dice a se stesso su ciò che ha visto".

Questa frase pronunciata da Pablo Picasso è la poetica della mia arte, il fondamento estetico della mia percezione etica. Le forme della realtà sensibile si frantumano sotto i colpi del pennello e ritrovano sulla tela la loro geometrica eloquenza; ogni dipinto è la pagina irripetibile di un lucido ed appassionato monologo interiore.

La fontana, Collegno
cm.40x30
Scorcio di Agropoli
cm.40x50
Mercatino orientale
cm.80x80
Platone riteneva che il tempo ed il Mondo fossero "l'immagine mobile dell'eternità", io penso di racchiudere per sempre ciò che per sua natura è caduco: ogni mia pittura è una delicata corolla intorno all'irrefrenabile fugacità della vita.